Autore: Mirko Gentile
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Un corpo alla volta (parte V)
Il sabato, alla chiusura, Daniela abbassò la saracinesca a metà. Del banco del mattino non restava niente. I cartellini erano rimasti in fila contro il vetro, dritti sopra i vassoi vuoti; quello della scura in mezzo agli altri. Accanto alla cella, impilate, le cassette degli ordini aspettavano il lunedì, con la bolla infilata sotto lo…
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Un corpo alla volta (parte IV)
IV. Il medico riceveva in casa sua, e quando la donna li fece entrare era ancora a tavola, in un angolo della stanza, con un piatto davanti e il tovagliolo infilato nel colletto. Non lo tolse. Fece cenno a Mario e a Daniela di sedersi e finì di mangiare, guardando ogni tanto la cartella aperta…
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Un corpo alla volta (parte III)
Una polizza è una scommessa fatta al contrario. Si punta contro sé stessi: se non succede niente, la giocata è persa, e la si perde volentieri. Le compagnie tengono il banco e, come tutti i banchi, vincono sul mucchio e pagano sul singolo. Hanno una tabella per ogni pezzo d’uomo e una statistica per ogni…
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Un corpo alla volta (parte II)
Un debito è vivo. Lo si chiude in un cassetto e lui, al buio, lavora: cresce di notte, nei giorni di festa, mentre si dorme, mentre si guarisce. Non mangia, non si ammala, non invecchia. È l’unica cosa, fra quelle che abitano una casa, che non si consuma con l’uso.
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Un corpo alla volta (parte I)
Un corpo vale. In qualunque stato, a qualunque età, vale. Un rene rende più da vivo che da morto, perché da morto va prelevato in fretta e per ogni ora che passa, si abbassa la cifra. Il fegato invece si divide e si vende a metà. Il midollo teme gli anni. La cornea no.

