Categoria: Racconti
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Un corpo alla volta (parte V)
Il sabato, alla chiusura, Daniela abbassò la saracinesca a metà. Del banco del mattino non restava niente. I cartellini erano rimasti in fila contro il vetro, dritti sopra i vassoi vuoti; quello della scura in mezzo agli altri. Accanto alla cella, impilate, le cassette degli ordini aspettavano il lunedì, con la bolla infilata sotto lo…
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Un corpo alla volta (parte IV)
IV. Il medico riceveva in casa sua, e quando la donna li fece entrare era ancora a tavola, in un angolo della stanza, con un piatto davanti e il tovagliolo infilato nel colletto. Non lo tolse. Fece cenno a Mario e a Daniela di sedersi e finì di mangiare, guardando ogni tanto la cartella aperta…
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Un corpo alla volta (parte III)
Una polizza è una scommessa fatta al contrario. Si punta contro sé stessi: se non succede niente, la giocata è persa, e la si perde volentieri. Le compagnie tengono il banco e, come tutti i banchi, vincono sul mucchio e pagano sul singolo. Hanno una tabella per ogni pezzo d’uomo e una statistica per ogni…
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Un corpo alla volta (parte II)
Un debito è vivo. Lo si chiude in un cassetto e lui, al buio, lavora: cresce di notte, nei giorni di festa, mentre si dorme, mentre si guarisce. Non mangia, non si ammala, non invecchia. È l’unica cosa, fra quelle che abitano una casa, che non si consuma con l’uso.
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Un corpo alla volta (parte I)
Un corpo vale. In qualunque stato, a qualunque età, vale. Un rene rende più da vivo che da morto, perché da morto va prelevato in fretta e per ogni ora che passa, si abbassa la cifra. Il fegato invece si divide e si vende a metà. Il midollo teme gli anni. La cornea no.
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Carbonara, mon amour
Alla fine mi sono ritrovato a cucinare per tutti e tre. E per tutti e tre intendo me, la mia ragazza e il suo fidanzato. L’intruso in realtà avrei dovuto essere io, visto che a volerne fare una banale questione cronologica, il suo primo primo fidanzato sarebbe quell’altro, quello cioè che per poco quella sera…
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Questione d’identità
Anche quella sera, nella luce morbida del crepuscolo, il ponentino accarezzava gli ospiti radunati su una terrazza che dominava la città eterna. I romani lo aspettano con impazienza, e lui arriva sempre puntuale a addolcire gli animi.
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La madonnina di Lourdes
Quando sostengo la tesi della mia personalissima disfatta, sono davanti a una decina di persone sedute in circolo che non mi danno ascolto. Dico loro che ho iniziato a bere diversi anni fa per le ragioni più disparate e che non riesco a smettere. Ma quelli mi danno consigli non richiesti. «Una soluzione c’è sempre» dicono tutti.…
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Dentro
Dicono che la lingua sappia tutto. Che conosca già che effetto farebbe l’impatto di un certo oggetto o di una certa superficie sul suo tappeto di papille. Qualsiasi oggetto, qualsiasi superficie. Guardati attorno, prova, immagina. Battiscopa freddo scorza di limone shampoo. Parquet tiepido irregolare pane di segale gallette. Giacca di pelle melanzana floscia salmone bruciato.






